Home » Blog Erotico » Come far squirtare una donna

Come far squirtare una donna

Il “vero” orgasmo femminile è uno dei grandi obiettivi che molti uomini ricercano e che, tuttavia, in pochi riescono a raggiungere. Ma cosa intendiamo per “vero” orgasmo. Diciamo innanzitutto che la donna, a differenza dell’uomo, che può avere un solo tipo di orgasmo, è in grado di averne due, clitorideo e vaginale.

L’orgasmo clitorideo è consueto per quasi tutte le donne e lo si raggiunge stimolando in maniera diretta il clitoride, per mezzo della masturbazione, durante il cunnilingus (sesso orale) o per stimolazione da parte del partner.

L’orgasmo vaginale avviene invece all’interno della vagina, precisamente nel complesso clitoro-uretro-vaginale (il noto “punto G”). È un orgasmo che può letteralmente sconvolgere l’intero corpo, tanto da farlo tremare fino alla perdita del controllo.

Come se non bastasse, gli orgasmi vaginali possono essere multipli. Tuttavia, questo tipo di orgasmo non è molto frequente, solo il 20/30% circa delle donne può infatti affermare di averlo provato. Ciò è talmente vero che molte donne non saprebbero neanche come raggiungerlo, ed altre ci riescono ma con molta difficoltà.

Ci sono poi altre donne, decisamente la minoranza, che non solo raggiungono naturalmente l’orgasmo vaginale ma hanno anche la capacità di “squirtare” (dal termine inglese “squirt” che significa schizzo, spruzzo).

Cosa significa e come si può far squirtare una donna

Diciamo subito che non è semplicemente una tecnica sessuale, ma un insieme di elementi che devono coincidere. Se per un partner ciò che più conta far sentire la propria donna a proprio agio, la stessa donna può squirtare solo se è rilassata al massimo, se è in grado di lasciarsi andare completamente, se è totalmente disinibita e capace di concentrarsi profondamente sul proprio piacere. In questo, il partner ha un ruolo fondamentale, perché non è soltanto la “semplice” stimolazione delle zone erogene a far sì che si possa raggiungere il massimo del piacere, magari fino anche a squirtare, ma servono da parte del partner le “giuste” parole, gli sguardi, delicatezza ma altrettanta decisione. La maggior parte donne viene eccitata prima di tutto con i preliminari, con carezze innocenti, baci lungo tutto il corpo, carezze eccitanti.

Ecco quindi alcuni consigli da mettere in pratica per portare la propria donna a squirtare

Prima di tutto, l’eiaculazione femminile proviene dall’uretra, quindi da dove proviene l’urina. Il liquido che viene espulso durante lo squirting è quindi una sorta di liquido prostatico molto simile e quello dell’uomo.

Nella donna questo liquido è rilasciato dalle ghiandole di Skene e parauretrali che, se correttamente stimolate, si riempono di liquido. E dal momento che questo liquido proviene dall’uretra, molte donne possono avere la sensazione di dover urinare proprio quando invece stanno per squirtare.

Qui interviene uno degli elementi essenziali: la donna deve sentirsi libera di poter schizzare senza remore, non deve trattenersi, deve capire che il proprio partner è disposto ad essere bagnato da tutti i liquidi che la donna espelle dalla vagina, anche fosse un insieme di liquido orgasmico e urina; viceversa, se si sente bloccata tutto ciò non succederò mai.

Il partner deve quindi lasciarla libera, deve lasciarla andare, farle sentire profondamente il desiderio di orgasmo e comprendere il momento, solo così la donna potrà, col tempo, capire la differenza tra la sensazione di dover urinare e quella di voler squirtare.

Sfoglia gli annunci erotici per trovare bellissimi incontri di sesso nella tua zona con donne piccanti in cerca di uomini per avventure!

Tecniche da utilizzare

Consideriamo in primis che un donna può “venire” esattamente come un uomo. Per riuscirci bisogna trovare il punto G, che è il punto attraverso il quale la donna raggiunge il massimo del piacere. Potremmo dire che assomiglia ad una specie di piccolo bottone, che si trova internamente ad una profondità di circa 5-6 centimetri nella parte anteriore della vagina. Il suo tessuto è molto simile a quello del pene maschile.

Per trovare il punto G bisogna prima di tutto predisporre la donna e quindi bisogna farla bagnare, per far ciò si possono utilizzare varie tecniche; ad esempio sollecitare il clitoride con le dita, con la lingua, baciare e leccare le labbra della vagina, carezzare e baciare i capezzoli. Importante è non avere mai fretta, la donna deve sentirsi al centro di ogni attenzione e deve sentire che il partner si sta dedicando esclusivamente a lei.

Quando ci si rende conto che la donna è rilassata, eccitata e la si sente bagnata, si può infilare un dito nella vagina (l’indice o ancor meglio il medio), scivolando dall’alto, e quindi dal clitoride, dopo di che si inizia a stimolare tutta la zona anteriore interna della vagina, muovendosi un po’ come si fa nel rapporto sessuale, facendo su e giù, alternando movimenti pià morbidi ad azioni più decise, muovendosi a volte piano e in altri momenti più velocemente.

Non si deve mai essere monotoni nei movimenti!

Quando la vagina è ben lubrificata si possono inserire due dita, che devono innanzitutto entrare per circa 5/6 centimetri sulla parete anteriore della vagina, quindi vanno piegate leggermente all’insù come a formare un piccolo arco e si devono infine muovere ritmicamente avanti e indietro, e anche su e giù.

Per il massimo piacere della donna bisogna stimolare contemporaneamente il punto G, con le due dita, e il clitoride, utilizzando il pollice o il palmo della mano.

Vediamo i diversi movimenti che si possono fare con le dita e la mano

  1. Il primo; si inseriscono due dita nella vagina con il palmo della mano rivolto verso l’alto, una volta trovato il punto G si muovono le dita come se si dicesse “vieni qui”, a poco a poco si aumentano pressione e velocità fino a far gonfiare il punto G.
  2. Il secondo; è una tecnica simile alla precedente, con la differenza che le due dita si muovono alternativamente come a simulare il movimento della corsa.
  3. Il terzo; si inseriscono due dita e si fanno scorrere sul punto G come a simulare il movimento di un lavavetri, quindi ritmicamente destra e sinistra. Ottima tecnica per stimolare tutti i “lati” del punto G.
  4. Il quarto; considerata da molti la tecnica migliore. Si utilizzano il medio e l’anulare, che vanno inseriti nella vagina come un uncino, mentre il palmo della mano deve essere poggiato sull’osso pubico, puntando verso il basso il mignolo e l’indice. A questo punto si deve massaggiare con mano e dita.

Dopo un po’ di stimolazione si inizierà a sentire una sorta di bozzetto, che a poco a poco si ingrosserà. Si deve continuare con lo stesso movimento, ma adesso con più insistenza e più ritmo. Piano piano la donna arriverà sul punto di esplodere ed inizierà a sentire lo stimolo di fare pipì e probabilmente si vergognerà, bisognerà quindi rassicurarla, dirle di lasciarsi andare e di godere fino in fondo, e che non vedete l’ora di vederla squirtare.

In ultimo, un consiglio al femminile. Prima di iniziare, è bene svuotare la vescica, quando si raggiunge il momento di schizzare è infatti molto più facile lasciarsi andare!

CONTATTAMI IN PRIVATO!

ANNUNCI SIMILI A QUESTO

Lascia un commento